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Visualizzazione dei post da maggio, 2026

a volo di fagiano

  Da quando l'avvocato De Rensis non perde occasione di citare i suoi amati fagiani, a me tornano in mente i quadri di Chardin, noto soprattutto per le nature morte che in realtà non sarebbero tali, almeno stando all'acume di Proust che le definì nature viventi. A ben guardare, tra brocche, frutti e cacciagione la vita palpita ancora, fuori tempo massimo, certo, e pur tuttavia degna d'essere assimilata al respiro primordiale. Il punto è che consideriamo vita ogni essere vegetale e animale che si configuri per movimento o sviluppo, mentre tendiamo a non dare importanza all'invisibile, anche se poi ogni volta che se ne presenta l'occasione ripetiamo in automatico la celeberrima frase di  Saint- Exupéry...  E non è mica un caso se la più amata tra le stagioni è l'estate che, virulenta, rende tutto rigoglioso e instagrammabile, mentre disprezziamo l'inverno per i suoi paesaggi scabri che "non dicono niente". Eppure, con buona pace di quelli che s'a...

ma tutto questo De Gregori lo sa

  Perché processare una persona che non vuole salire in cattedra? Perché un cantautore come De Gregori che ha impostato una carriera su testi e musica ispirati alle sue "moltitudini" dovrebbe invertire la rotta e tra una canzone e l'altra intercalare proclami? Posto che ognuno può fare come gli pare (andare per mare o mettere fiori nei cannoni pur di veicolare il messaggio che gli sta a cuore), resta il fatto che il personaggio pubblico non è tenuto a pronunciamenti urbi et orbi. Basta con la retorica dell'impegno che, a manco a dirlo, spesso è di facciata. Io continuerò ad ascoltare De Gregori perché le sue canzoni sono poesia . Per sapere di Gaza e Israele, di Trump o del nostro Governo attingerò ad altre fonti.

e Luce non fu

  Tanto per riprendere, senza però ripeterla, la parola chiave del post precedente: tre lettere e due vocali che indiscutibilmente trovano applicazione in ogni campo. Del resto, se pure Luca Cordero di Montezemolo non è riuscito a controllare il disappunto ("Se dovessi dire quello che penso farei del male alla Ferrari"), vuol dire che con Luce siamo lontani dalla magnificenza che ha sempre caratterizzato il Cavallino. Credo che alla base di ogni operazione commerciale debba esserci una forma di pudore, direi quasi di sussiego se ad essere intaccata è la tradizione. Per credere in Luce serve un doppio atto di fede. Forse Leone XIV riuscirà nell'impresa.

"una gran bella scorpacciata di merda"

  Che la   più esecrabile benché imprescindibile tra le funzioni corporee possa tornarci utile per capire il mondo, fa ridere e al contempo disorienta.  Ora, che sia merda d'artista o di uomo comune importerebbe poco, se non fosse che la prima costa cara e c'è sempre uno sprovveduto che la paga pure volentieri, trasformando se stesso in un monumento all'idiozia. Non credo esista un giro felice di parole per definire la merda. Meglio sa fare la fisionomia di certe facce. "[...] Pensate a quell'impasto di enfasi, sentimentalismo e pomposità che, per manifestarsi, si affida volentieri a stereotipi ampollosi e a parole tanto melense quanto rassicuranti. Pensate a quelli che vi parlano di bellezza, verità, virtù, bontà, pace con voci flautate e occhi pieni di lacrime. Pensate agli indignati cronici e ai grandi moralizzatori. Date un'occhiata agli avvocati, i giornalisti, gli opinionisti prezzolati che ogni sera in tv si accapigliano sull'omicidio di una povera r...

Tosatto vs l'uomo dall'ego smisurato

  Se   fossi in Roberto Saviano , mi farei un esame di coscienza. "Il democratico di sinistra", come da definizione di Tosatto, con poche parole ha mostrato d'essere un feroce censore, e per giunta spocchioso. Bravissimo Tosatto che ce lo ha restituito in forma di spezzatino, demolendo punto per punto la sua sicumera. Note di biasimo, invece, all' eroe che ha sfidato la camorra  e che dall'alto della sua intelligenza non ha capito che i tempi sono cambiati, che i giovani neppure sospettano dell'esistenza del mainstream, da lui difeso accoratamente senza un vero perché. Continuasse pure, da eccelso intellettuale qual è, a frequentare i simposi di suo gradimento, e lasciasse in pace noi che amiamo il true crime di bassa lega degli youtuber cui allude senza avere il coraggio di citarli. E magari un giorno, diciamo dopo la revisione del processo a Stasi, riflettesse sulla pena infinita di sapersi innocente in carcere. L'ex biondino dagli occhi di ghiaccio ...

che tristezza

  È  più dura di quanto avessi immaginato dover abbandonare Libero. Gli ultimi saluti mi hanno intristito enormemente. Io non mi lego ai luoghi né alle persone, però sto.   Ho sempre detto: come blogger sono nata su Libero ed è lì che morirò. E infatti ho creato diversi blog su varie piattaforme ma non ce n'è una che mi piaccia. Compresa questa che mi sembra abitata solo da due persone, una sono io, l'altra è Benjamin. Dov'è la home, come si cercano gli altri blog? Mah

istigazione a delinquere

  Quando l'avvocato De Rensis dice: " Dimostrerò alla signora Stefania Cappa che in Italia ci sono molte persone che non hanno paura dei nomi e tanto meno dei cognomi. Io andrò fino in fondo, adesso è una questione fra me e lei ", vorrei saltargli addosso e coprirlo di baci, non fosse che gli squilibri adolescenziali sono finiti da tempo, e ora nuovi diktat impongono ardori contenuti ed equilibri votati alla sottrazione. Quindi no, non assalterei De Rensis neppure in assenza di testimoni. Perché se è vero che la giovinezza è identità negata, è altresì vero che il presente, in relazione alla follia, è un'ipotesi di libertà.

silenzi nobili e meno nobili

  " C'è un silenzio particolare che si trova solo nel cuore di una foresta, un silenzio non fatto di assenza di suono, ma di pienezza. Una quiete vibrante intessuta nel fruscio delle fronde, nel battito impercettibile della crescita, nel respiro di moltitudini invisibili. Quando si entra in un bosco, o anche quando ci fermiamo ad ammirare il piccolo giardino che cresce sul nostro balcone, accade dentro di noi qualcosa che precede il pensiero razionale. Sentiamo con certezza di essere tornati a casa ". Stefano Mancuso Come a voler sfidare la natura, ma senza in realtà averne contezza, da qualche decennio gli esseri umani producono più silenzio, presi come sono a scrollare e whatsappare senza soluzione di continuità. Del danno che arrecano a se stessi e alla progenie non s'avvedono: a loro interessa ridurre all'osso la conversazione nel reale per dedicarsi al soliloquio virtuale. Ma se in letteratura la prosa scarna ha fatto la fortuna di scrittori come Hemingway, l...

intorno alla diplomazia

 Da un articolo di Manuela Ravasio: "[...] Ieri sera, per esempio, ero a cena con amici in un locale molto rumoroso, in contrasto con le portate sublimi e dai sapori lontani. Quando siamo planati sull'ambito politico i grilletti di ognuno di noi sono stati visibili: lì sul tavolo si sono dichiarati gli istanti che ci trattengono dall'affondare il dito e quali invisibili corde fermano l'ultima falange dal far partire il bang . Siamo arrivati alla conclusione più diplomatica [...] Studio molto quelli che arrivano a premere il grilletto e indubbiamente in alcuni casi quelle voci alte, quegli arazzi di parolacce e quei divieti messi in chiaro li rendono più stimati e rispettati. In modo perverso anche più amati." Anch'io, che prosaicamente mi definisco maestra di diplomazia, mi ritrovo spesso a stimare quelli che sfogliando una margherita non cantilenano lo dico o non lo dico, perché in fondo i rapporti personali ed interpersonali andrebbero gestiti, nei limiti de...

non fatevi fregare

 Impossibile spiegare meglio di quanto abbia fatto Grimaldi il caso Garlasco, che ormai esula dal semplice omicidio di Chiara Poggi. Mediaset, ma non solo, ha fatto in modo che programmi di approfondimento che mai prima d'ora si erano occupati di Garlasco, si mobilitassero per screditare la valenza delle indagini della Procura di Pavia. Troppo tardi: l'opinione pubblica, edotta a dovere da chi non ha nulla da guadagnarci, non ci sta. Trovo perfetto questo articolo che dedicherei a quelli che ancora negano l'evidenza: Stasi è innocente, per Sempio si vedrà.  « All’ipocrisia piccolo-borghese dei Travaglio e a quella dei moralisti mediatici preferisco l’“Empirismo Eretico” alla Pasolini. Non posso farci niente. Quando sento certi richiami non posso non pensare a Pasolini quando scrive: “ …il mio odio per la borghesia è in realtà una specie di ripugnanza fisica verso la volgarità piccolo-borghese, la volgarità delle “buone maniere” ipocrite, e così via. Forse soprattutto perc...

inqualificabili

  Quando la stupidità dichiara la sua supremazia, di me si impossessa lo sgomento. So che dovrei essere meno oppositiva riguardo alla galassia "filler", ma quando vedo maschi e femmine con i connotati stravolti non posso esimermi dall'inquadrarli in una luce obliqua, di cui offrirei pure una descrizione puntuale se solo avessi un vocabolario più incisivo e per certi versi spietato. Compro il pane in una panetteria del centro che occhieggia alla semplicità contadina di un tempo, ma senza restituirne il calore; la commessa part time, bionda per finta e imbronciata per decreto, ha rifatto labbra e seno e ha in mente dell'altro. Mi chiedo come faccia a sostenere quelle spese col suo reddito risicato, ma le vie del Signore sono infinite per cui... Più volte le ho detto: hai degli occhi bellissimi, sorvolando però sul resto del volto deturpato dall'incongruo turgore labiale. Mi piacerebbe approfondire il suo caso, chiederle cosa la spinga a diventare pian piano un'...

C'è del marcio

  A proposito del suo silent book Cantando con gli occhi avente per oggetto le canzoni di Francesco De Gregori, Angelo Ruta dice: " Credo che la mia fiducia nel potere salvifico delle canzoni affondi le radici nel mio DNA. Vengo da una terra i cui avi erano i profughi sopravvissuti al fuoco e alla distruzione narrata con tanto pathos nell'Iliade. E se è vero che Omero, coi suoi versi cantati, ha confortato il dolore per la guerra (dei vinti e dei vincitori) fino a renderlo immortale; se è vero che Orfeo ha addirittura creduto di poter resuscitare l'amata Euridice solo con la forza del suo canto; allora anche noi possiamo affidare alle canzoni la cura per i nostri piccoli inguaribili dolori quotidiani ". Ora, se è vero che le nostre sono vite a perdere, altrettanto può dirsi del dolore. Dunque, b enché trovi la chiusa di Ruta piuttosto suggestiva e consolatoria, devo dissentire: la musica addolcisce la tristezza, stimola la memoria, accompagna, con le variazioni del c...

Dissipatio H. G

  L' inspiegabile non è l'ignoto, e non è il misterioso, dai quali siamo attratti (forse perché hanno il merito di risiedere a debita distanza da noi). È una cosa diversa, che disorganizza, quando assume una certa estensione e stabilità, i nostri schemi vitali. Io mi sarei adattato al meraviglioso. All'assurdo ho risposto fisiologicamente; non potendo negarlo, lo sentivo come un'aggressione, nella sua imponenza e immediatezza, e mi rifugiavo nell'immobilità. Cedevo a un atavismo. Sotto la minaccia, una bestia inerme si comporta così, si immobilizza.  Guido Morselli, Dissipatio H. G. Dell'assurdo - e con esso intendendo la vita in sé o certi drammi che ti capitano tra capo e collo finendo col mutarsi in convitati di pietra - si può avere ragione a patto d'essere provvisti di quella particolare forma di follia che attiene alla leggerezza. In caso contrario, qualora privi di un dio o di una seppur larvata disciplina stoica, si cercherà conforto in strategie ps...

ATEMWENDE

  ATEMWENDE Se plagio dev'essere, che plagio sia. Ma dopo una miriade di blog creati per durare, e poi con risoluzione spietata mandati al macero, non è mica facile trovare un titolo che non sia abusato. Così mi sono affidata al caso scorrendo pagine del libro attualmente in lettura, ricco in citazioni e rimandi. Ho sempre trovato ostico il tedesco, soprattutto a livello di pronuncia (sono portatrice di erre moscia), per cui mai avrei pensato di attingere al suo vocabolario. E invece il risultato dell'improvvisata ricerca rabdomantica è stato un titolo asciutto e di facile pronuncia. I Soloni sentenziano che sia salutare reinventarsi di tanto in tanto, per cui Atemwende (svolta di respiro) mi pare un titolo azzeccato per un nuovo inizio. Che poi l'intera operazione esuli da afflati poetici, come nelle intenzioni riuscitissime di Celan, è solo un dettaglio. FA’ PURE, se a un pasto di neve tu vuoi invitarmi: ogni volta che spalla a spalla col gelso percorsi l’estate, il suo f...

di punta e di taglio

  E ora come si fa a ricominciare? Qui tutto è estraneo e freddo, come in certe stanze d'albergo con i copriletti a fiori che alcuni film ripropongono raccontando di un'America che non c'è più. Io amo la consuetudine anche se appiattisce e si fa guscio. Ma sto divagando. Qui o altrove non farebbe differenza. Basta ignorare copriletto e nostalgia.