"una gran bella scorpacciata di merda"
Che la più esecrabile benché imprescindibile tra le funzioni corporee possa tornarci utile per capire il mondo, fa ridere e al contempo disgusta, disorienta. Ora, che sia merda d'artista o di uomo comune importerebbe poco, se non fosse che la prima costa cara e c'è sempre uno sprovveduto che la paga pure volentieri, trasformando se stesso in un monumento all'idiozia. Non credo esista un giro felice di parole per definire la merda. Meglio sa fare la fisionomia di certe facce.
"[...] Pensate a quell'impasto di enfasi, sentimentalismo e pomposità che, per manifestarsi, si affida volentieri a stereotipi ampollosi e a parole tanto melense quanto rassicuranti. Pensate a quelli che vi parlano di bellezza, verità, virtù, bontà, pace con voci flautate e occhi pieni di lacrime. Pensate agli indignati cronici e ai grandi moralizzatori. Date un'occhiata agli avvocati, i giornalisti, gli opinionisti prezzolati che ogni sera in tv si accapigliano sull'omicidio di una povera ragazza. E a proposito di tv, prestate orecchio alla vacue dissertazioni degli esperti di politica estera o alle improbabili ricostruzioni dei retroscenisti. Provate a guardare in faccia i filosofi musoni, gli accademici lambiccati, i complottisti paranoici, le femministe con la bava alla bocca. E visto che ci siete, gettate un occhio alle sciocchezze postate dai vostri amici sui social. Già, ne convengo e mi spiace: si tratta di una gran bella scorpacciata di merda. Eppure, per assurdo che possa sembrarvi, essa rappresenta per il romanziere un inesauribile giacimento aurifero, e come Kundera non fa che mostrarci e ripeterci, un motivo di ispirazione costante" Alessandro Piperno
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