L'Overlook Hotel è una delle mie ossessioni. Intendiamoci, niente di patologico: non ho fatto di Jack Torrance un idolo né sublimo la violenza come un Andrea Sempio in giovane età. Però quei corridoi senza soluzione di continuità, quelle porte chiuse a custodire stanze che diresti vuote ma non è mica detto, e il labirintico farsi e disfarsi degli ambienti dovuto ai flashback narrativi, beh, tutto concorre a suggestionarmi da anni. Tuttavia, oltre all'imperante follia di Jack, un'altra chiave di lettura è possibile: attiene poco all'horror e tanto alla disgraziata specie umana. Così Caroline Bicks nel suo I segreti di Stephen King : "L'Overlook di Shining è quindi soprattutto un gigantesco amplificatore della violenza familiare. Jack arriva lì già incrinato: alcolista, frustrato, umiliato dal proprio fallimento, terrorizzato dalla possibilità di essere un padre distruttivo. L'hotel alimenta la sua follia, la organizza, le dà una forma narrativa (...) An...