Passa ai contenuti principali

a volo di fagiano


 

Da quando l'avvocato De Rensis non perde occasione di citare i suoi amati fagiani, a me tornano in mente i quadri di Chardin, noto soprattutto per le nature morte che in realtà non sarebbero tali, almeno stando all'acume di Proust che le definì nature viventi. A ben guardare, tra brocche, frutti e cacciagione la vita palpita ancora, fuori tempo massimo, certo, e pur tuttavia degna d'essere assimilata al respiro primordiale. Il punto è che consideriamo vita ogni essere vegetale e animale che si configuri per movimento o sviluppo, mentre tendiamo a non dare importanza all'invisibile, anche se poi ogni volta che se ne presenta l'occasione ripetiamo in automatico la celeberrima frase di Saint- Exupéry...  E non è mica un caso se la più amata tra le stagioni è l'estate che, virulenta, rende tutto rigoglioso e instagrammabile, mentre disprezziamo l'inverno per i suoi paesaggi scabri che "non dicono niente". Eppure, con buona pace di quelli che s'acquietano nell'opulenza, io preferisco la sobrietà di colori e linee di un campo d'inverno, dove ravviso il tempo della dimenticanza e della promessa. Forse si tratta dell'imprinting lasciato nel mio immaginario dalla brughiera di Cime tempestose, lontanissima dal cielo e vicinissima alla pienezza dell'amore.





"Chardin non fu semplicemente un uomo che si compiaceva di stare nella sala da pranzo tra la frutta e i bicchieri, ma un uomo dalla coscienza più vivida. Per lui i metalli e le stoviglie si animano e la frutta parla. Tutto ciò vi sembra bello da vedere perché a Chardin apparve bello da dipingere. La natura morta diventa vivente, al pari della vita avrà sempre qualcosa di nuovo da dirvi, qualche prestigio da far rilucere, qualche mistero da rilevare; la vita di ogni giorno vi incanterà, se, per qualche tempo, avrete ascoltato la sua pittura come un insegnamento; e per il fatto di aver compreso la bellezza della sua pittura, voi conquisterete la bellezza della vita." Marcel Proust

Commenti

  1. Sarà che sto invecchiando male o che ho qualche tara pregressa e mai risolta ma non riesco a farmi piacere nessuna natura morta. Se poi è rappresentato il bottino di una battuta di caccia, morto ovviamente , mi assale un certo sconforto di sacrilegio od omicidio. Da tempo non mangio più carne e pochissimo cibo di derivazione animale..avanti di questo passo mi troverò a tifare per i ProPal e la loro musa E. Schlein? ;) Non ci contate voi lì fuori ... :)))

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anch'io non mangio più né carne né pesce (faccio eccezione per qualche serata conviviale)
      Dovesse mai arrivare il giorno in cui tu tifi propal, quello sarebbe il giorno dell'apocalisse :)))

      Elimina
  2. Bellissimo tanto il post quanto le citazioni che fanno pendant con l'aristocrazia del fagiano. Mica pizza e fichi.
    Arien.

    Ciao Mario :)

    RispondiElimina
  3. In relazione al "pendant", con Proust non si sbaglia mai;))

    RispondiElimina

Posta un commento