intorno alla diplomazia

 Da un articolo di Manuela Ravasio:

"[...] Ieri sera, per esempio, ero a cena con amici in un locale molto rumoroso, in contrasto con le portate sublimi e dai sapori lontani. Quando siamo planati sull'ambito politico i grilletti di ognuno di noi sono stati visibili: lì sul tavolo si sono dichiarati gli istanti che ci trattengono dall'affondare il dito e quali invisibili corde fermano l'ultima falange dal far partire il bang. Siamo arrivati alla conclusione più diplomatica [...] Studio molto quelli che arrivano a premere il grilletto e indubbiamente in alcuni casi quelle voci alte, quegli arazzi di parolacce e quei divieti messi in chiaro li rendono più stimati e rispettati. In modo perverso anche più amati."

Anch'io, che prosaicamente mi definisco maestra di diplomazia, mi ritrovo spesso a stimare quelli che sfogliando una margherita non cantilenano lo dico o non lo dico, perché in fondo i rapporti personali ed interpersonali andrebbero gestiti, nei limiti del possibile, in nome dell'autenticità, unica scappatoia per sottrarsi alla paura del giudizio e per dire a chiare lettere questo sono io. Ora, se per un verso muoversi all'interno di perimetri diplomatici aiuta a restare alla larga da discussioni senza costrutto o da rancori che coveranno a lungo prima di investirti con la loro asprezza, dall'altro lo sforzo di non dispiacere disvela poco o niente di te, trasformandoti nell'essenza stessa dell'insignificanza. Dunque, meglio far cadere i veli godendo del contraddittorio, sempre che questo sia alla tua altezza. In caso contrario, limitarsi a un'alzata di sopracciglio e contare fino a dieci. 

Commenti

  1. Hai detto niente :) Dietro all'attinente a questo post ci sono milioni di pagine scritte e migliaia di anni di filosofia e sofismi, guerre dialettiche e guerre vere, non la risolveremo qui, credo. Con l'età ho imparato bene a gestire situazioni così, con la migliore pazienza stabilisco per primo ad esempio che ' a me Trump piace ' e mi aspetto logicamente i pareri contrari, le invettive, le ragioni ed i torti , le promesse di sfida e la inevitabile disistima che ne deriva. Essere chiari chiude molte porte ma è un atteggiamento di estrema onestà e rispetto verso l'interlocutore, lascio ai venditori di padelle azzeccare diversamente i garbugli... Ed alla fine con calma olimpica lo ripeto: ' comunque a me Trump piace ' :)

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  2. beh, ribadire in chiusura è importante "comunque a me ecc." però innervosisce molto l'interlocutore :))
    brutta bestia i rapporti umani, io faccio fatica da sempre a gestirli ma ultimamente di più
    p.s. resta attuale quel vecchio consiglio del galateo, "a tavola non si parla di politica, religione e sesso"

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