Dissipatio H. G
L'inspiegabile non è l'ignoto, e non è il misterioso, dai quali siamo attratti (forse perché hanno il merito di risiedere a debita distanza da noi). È una cosa diversa, che disorganizza, quando assume una certa estensione e stabilità, i nostri schemi vitali. Io mi sarei adattato al meraviglioso. All'assurdo ho risposto fisiologicamente; non potendo negarlo, lo sentivo come un'aggressione, nella sua imponenza e immediatezza, e mi rifugiavo nell'immobilità. Cedevo a un atavismo. Sotto la minaccia, una bestia inerme si comporta così, si immobilizza. Guido Morselli, Dissipatio H. G.
Dell'assurdo - e con esso intendendo la vita in sé o certi drammi che ti capitano tra capo e collo finendo col mutarsi in convitati di pietra - si può avere ragione a patto d'essere provvisti di quella particolare forma di follia che attiene alla leggerezza. In caso contrario, qualora privi di un dio o di una seppur larvata disciplina stoica, si cercherà conforto in strategie psicologiche propagandate da "guru" che degradano dalla seriosità al nonsense senza restituire alcunché. Un po' quello che succede con l'Ozempic: ti dimagrisce ma non ti migliora. Personalmente trovo pace ovunque s'accomodino bellezza e silenzio. E per dirla ancora con Morselli: In quanto a esperienza, un saggio di eternità.
Un matematico (di mestiere) mi disse un giorno che ignoto, assurdo ed inspiegabile sono aggettivi tutti propri della parola caos. Eppure , continuando affermò che tra i molti misteri che fanno capo alla descrizione il caos è la cosa più logica e spiegabile pur rimanendo impenetrabile e quindi misteriosa. Non ti tedio con la spiegazione ma da tecnico mi dimostrò di avere perfettamente ragione. Da tecnico appunto. Perché se affronti l'inconoscibile con gli attrezzi del cuore ( o sentimento fai tu) c'è poco da essere felici e troppi distinguo da farsi. Meglio sorvolare, non per vigliaccheria ma per lungimiranza. La matematica è una filosofia?
RispondiElimina"La matematica è una filosofia?"
RispondiEliminaDi getto stavo per risponderti no, ma l'articolo indeterminativo "una" apre a diverse prospettive dialettiche che io, essendo massimamente costituita da cuore e anima, non saprei neppure approcciare. Sono sempre più convinta che a governare il mondo è l'imponderabilità degli esseri umani con le loro derive negative, da cui origina il caos. Niente di nuovo, siamo stati programmati così. L'Arcadia resta una bella suggestione letteraria.