C'è del marcio
A proposito del suo silent book Cantando con gli occhi avente per oggetto le canzoni di Francesco De Gregori, Angelo Ruta dice: "Credo che la mia fiducia nel potere salvifico delle canzoni affondi le radici nel mio DNA. Vengo da una terra i cui avi erano i profughi sopravvissuti al fuoco e alla distruzione narrata con tanto pathos nell'Iliade. E se è vero che Omero, coi suoi versi cantati, ha confortato il dolore per la guerra (dei vinti e dei vincitori) fino a renderlo immortale; se è vero che Orfeo ha addirittura creduto di poter resuscitare l'amata Euridice solo con la forza del suo canto; allora anche noi possiamo affidare alle canzoni la cura per i nostri piccoli inguaribili dolori quotidiani".
Ora, se è vero che le nostre sono vite a perdere, altrettanto può dirsi del dolore. Dunque, benché trovi la chiusa di Ruta piuttosto suggestiva e consolatoria, devo dissentire: la musica addolcisce la tristezza, stimola la memoria, accompagna, con le variazioni del caso, malinconia e allegria. Ma come rimedio per il dolore, per piccolo che sia, la sua efficacia è nulla. Something is rotten in pain, my friends.
I dolori quotidiani sono piccoli se non sono dolori , in questo Ruta mente sapendo di mentire.O almeno ci va leggero, che ne sai Ruta, tu, dei dolori degli altri? Viviamo in un mondo d parole recitate a memoria secondo un mantra che ci vuole salvabili dal Guru del momento. In genere a pagamento. Parole che non valgono un cazzo e pesano sui fatti il peso del suono che producono. Vero, Odile, la musica non salva niente , ti può addolcire un dolore passeggero ma non è raro il caso che in forza di una certa malinconia o ferocia (secondo l'autore ed il genere) ti getti in pasto a demoni più potenti di quelli che già attanagliano il vivere di certi poveri cristi. Amen
RispondiEliminaps. ho riscoperto qui attaccato un mio vecchio blog incazzato di un decennio e passa fa. Tornare a scriverci, visto che è rimaso aperto tutti questi anni ? Che ci sia un motivo dentro questa dimenticanza a cestinare? Che esista un destino anche per i blog abortiti e dimenticati? Mi piacerebbe un tuo parere. Un abbraccio.
RispondiEliminaDiavolo di un Benjamin, e non mi avevi detto niente! devo dare subito un'occhiata a questo tuo blog.
RispondiEliminaMa per rispondere alla tua domanda, esiste un destino per tutto anche per le cose inanimate come un blog...aspetta, ho appena detto una bestialità, c'è tanta anima nei blog come i nostri, altroché. E comunque, non è lampante il filo rosso che lega gli accadimenti? se Libero non fosse in agonia io non sarei qui e con ogni probabilità neppure tu. Ah, io con questi argomenti ci vado a nozze :)